Il Convegno “Vigneti sostenibili per climi insostenibili” è stato organizzato a Roma dall’Alleanza delle Cooperative Alimentari per discutere sull’analisi climatica e sulle iniziative da intraprendere per far fronte al calo produttivo registrato in questi ultimi anni dalle vendemmie.

Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana è intervenuto sostenendo un’espansione dei vitigni in regioni o fascia altimetriche finora considerate marginali ed inadatte, secondo quella che è stata definita una “corsa verso l’alto” dei vigneti.

“La temperatura globale – ha spiegato ancora Mercalli – è aumentata di circa un grado nell’ultimo secolo e di 1,5°C in Europa occidentale e nel Mediterraneo: è come se un vigneto trovasse oggi le stesse condizioni di cent’anni fa 250 metri più in alto e 200 km più a nord.”

Tali previsioni sono confermate dai dati vendemmiali registrati, per esempio nell’ultimo anno, nel quale si è registrato un forte calo produttivo pari al 20% in meno rispetto al 2016, proprio a causa di alcuni fattori climatici come le gelate ad aprile e la grande siccità verificatasi a partire da maggio.

Questo calo ha riguardato anche paesi vicini come la Francia (-18%) e la Spagna (-15%).

Motivo per il quale la cooperazione vitivinicola in Italia, Francia e Spagna che rappresenta 320 mila viticoltori e produce circa il 50% del vino europeo, e il 25% di quello mondiale, si è riunita a Roma per analizzare la situazione e provvedere a individuare possibili soluzioni.

In campo scientifico sono stati sviluppati alcuni importanti progetti che hanno riguardato:

  • progetti di miglioramento genetico dei vitigni
  • nuovi portinnnesti con maggiore capacità di resistenza agli stress ambientali

I primi risultati del primo ciclo di incroci hanno visto l’Italia in vantaggio rispetto il resto d’Europa, grazie a 10 vitigni ottenuti dall’Università di Udine in collaborazione con IGA e con i Vivai Cooperativi Rauscedo, questi sono stati iscritti al Registro Nazionale delle varietà autorizzate alla coltivazione.

I risultati sul piano qualitativo e produttivo sono molto buoni, a questi si stanno inoltre aggiungendo approcci di ricerca più innovativi per la creazione di nuovi portinnesti e di nuovi metodi della biologia molecolare.

Il contributo delle aziende in questo senso è fondamentale. E’ necessario che le stesse adottino mezzi e metodi in un ottica di:

  • sostenibilità in vigna, partendo dalla prevenzione alla lavorazione del terreno, a pratiche agricole per ottenere grappoli meno attaccatili; 
  • risparmio idrico
  • risparmio energetico

Occorre dunque far uso dei progressi scientifici e delle nuove tecnologie per riuscire a diminuire l’impatto ambientale delle produzioni agricole e l’utilizzo di acqua, fertilizzanti e pesticidi.

L’utilizzo e la messa in campo della conoscenza può aiutarci ad affrontare la grande sfida che ci attende in relazione al cambiamento climatico.

Per le previsioni sulla vendemmia 2018, da febbraio in poi si registrano condizioni climatiche abbastanza favorevoli al normale ciclo di sviluppo della vite, dunque si auspica una vendemmia di quantità superiore rispetto allo scorso anno, ma inferiore in ogni caso al 2016, causa la parziale riduzione della fertilità media dovuta alla siccità estiva.

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