La 52° edizione della fiera vitivinicola più importante d’Italia è iniziata il 15 aprile e durerà fino al 18 aprile. 

Vinitaly è un’eccellenza assoluta e fiore all’occhiello per Verona, il Veneto e per l’intero Paese: è la grande festa del vino italiano e un momento di riflessione per capire quanto è stato fatto e quali sono i passi per crescere ulteriormente.

A parteciparvi come espositori sono le piccole e medie aziende vitivinicole, le cantine cooperative, le associazioni di produttori e i consorzi di tutta la produzione vinicola italiana. 

L’edizione di quest’anno mostra:

  • 4.380 espositori, 130 in più rispetto al 2017
  • 36 Paesi stranieri presenti nell’International WineHall

Dunque un aumento sensibile degli espositori e degli operatori commerciali stranieri insieme ad un consolidamento di quelli italiani.

L’export registra cifre positive: solo il mercato delle cantine cooperative ha toccato la cifra record di 1,9 miliardi di euro ( il 5,6% in più) una quota pari al 32% del valore complessivo delle esportazioni di vino italiano, che si attestano sui 5,9 miliardi di euro (dati Istat), con Paesi come la Cina e la Russia che da qui al 2020 dovrebbero aumentare progressivamente la domanda di etichette italiane.

La scelta di rilanciare i prodotti autoctoni dunque si dimostra vincente attraverso un prestigioso equilibrio tra sapore di casa e mercato globale.

Tra le novità, si assiste a una svolta ‘green’ nel bicchiere, come rivela uno studio di Coldiretti:

« mai tanto vino biologico è stato protagonista delle vendite nel 2017, per un totale di 3,84 milioni di litri venduti nella Grande distribuzione, solo a livello nazionale ».

L’evento prevede inoltre eventi collaterali in contemporanea, come il Sol&Agrifood, salone internazionale dell’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e le tecnologie olivicole ed olearie.

Il vino è pur sempre icona del made in Italy ed in stretto legame con il turismo italiano, di qualunque entità esso sia.

Dunque momento importante per la Sardegna, che con una tradizione vitivinicola millenaria, partecipa presentando vini di alta qualità e dal carattere inconfondibile.

Sono 97 le aziende vitivinicole sarde che espongono nel padiglione 8 col motto “uniti si vince”, la parola d’ordine è ancora una volta ‘fare sistema’. 

Sono infatti l’impegno delle cooperative e delle piccole e medie aziende private che operano con tecnologie all’avanguardia e con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, a rendere questo settore in costante crescita e aggiornamento, anche per quanto riguarda l’export.

La Sardegna ha proposto un assaggio delle esperienze di viaggio che si possono vivere nei territori di coltivazione dei vitigni sardi, attraverso la presentazione dei 9 vini caratteristici:

  • Vermentino
  • Moscato
  • Malvasia
  • Cagnulari
  • Cannonau
  • Vernaccia
  • Bovale
  • Nuragus
  • Carignano

Accompagnati da un contesto armonico tra aromi, storia e natura per ispirare i visitatori a vivere il mare, scoprire la cultura e mangiare bene.

Tra i vini premiati dalla guida 5StarWines The Book, importante riconoscimento che premia lo sforzo delle aziende che investono nel continuo miglioramento qualitativo dei propri prodotti, la società cooperativa agricola Cantina Sociale del Vermentino Monti, anche quest’anno si aggiudica il premio Vermentino di Gallura DOCG “Funtanaliras Oro” 2017.

 

www.sardegnavinitaly.it

 

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