Dal 6 ottobre 2026 sarà possibile presentare domanda per il bando promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, dedicato agli investimenti innovativi e sostenibili delle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno, Sardegna inclusa.

Incentivo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia in continuità con l’edizione 2025, per chi sta programmando investimenti in innovazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Possono accedere al bando le micro, piccole e medie imprese con sede in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

La misura trova fondamento nel Decreto Ministeriale 18 marzo 2026 (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), attuativo dell’Azione 1.3.2 “Sviluppo delle PMI e nuova imprenditorialità” del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale” FESR 2021-2027. Le modalità operative, i termini e la documentazione per l’accesso sono stati definiti con il successivo Decreto Direttoriale 5 agosto 2026 del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT, in attuazione dell’art. 9, comma 2, del DM 18 marzo 2026.

La dotazione finanziaria complessiva è di 447.595.808,76 euro, a valere prevalentemente sulle risorse del PN RIC 2021-2027.

Sotto il profilo degli aiuti di Stato, la misura opera nel perimetro del Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER – General Block Exemption Regulation): in particolare l’art. 13 GBER individua i settori e gli ambiti esclusi o limitati (richiamati anche dall’art. 7, par. 1, del Regolamento (UE) 1058/2021 sul FESR), mentre l’art. 18 GBER costituisce la base giuridica per l’ammissibilità delle spese di consulenza a favore delle PMI.

Il bando sostiene programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad elevato contenuto tecnologico, coerenti con il piano nazionale Transizione 4.0. In particolare, gli investimenti devono:

  • utilizzare in modo preponderante tecnologie abilitanti 4.0 – Piano Transizione 4.0 (Allegato n. 1 del DM 18 marzo 2026);
  • essere finalizzati all’ampliamento della capacità produttiva, alla diversificazione della produzione, all’introduzione di prodotti nuovi o al cambiamento sostanziale del processo produttivo, oppure alla realizzazione di una nuova unità produttiva;
  • essere realizzati presso un’unità produttiva ubicata in una delle sette regioni ammissibili;
  • avere spese ammissibili comprese tra 750.000 euro e 5 milioni di euro (e comunque non oltre il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio depositato);
  • avviarsi dopo la presentazione della domanda e concludersi entro 18 mesi dal decreto di concessione.

Sono ammissibili le attività manifatturiere (sezione C Ateco 2025) e le attività di servizi alle imprese, con alcune esclusioni settoriali previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Il sostegno si compone di un contributo in conto impianti e di un finanziamento agevolato, che insieme possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili (35% contributo a fondo perduto + 40% finanziamento a tasso zero (rimborso fino a 7 anni) = 75%, con obbligo di copertura propria minima del 25% priva di sostegno pubblico).

Di cui:

  • Opere murarie max 40% dei costi ammissibili
  • Consulenza specialistica su tecnologie abilitanti (ex art. 18 GBER) max 5% delle spese di cui alle lett. a) e c), comma 1 del DM
  • Diagnosi energetica (D.Lgs. 102/2014), solo per programmi di efficienza energetica, se non obbligatoria per legge, max 3% delle spese ammissibili complessive.

I progetti che contribuiscono in modo significativo agli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, alla transizione verso l’economia circolare o al raggiungimento di un risparmio energetico non inferiore al 5% rispetto all’anno precedente ottengono un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione. Un elemento da tenere in considerazione già in fase di progettazione dell’investimento.

  • Nuovo requisito assicurativo: tra le condizioni di ammissione rientra la regolarità rispetto all’obbligo di assicurazione contro calamità naturali ed eventi catastrofali (art. 1, comma 101, legge 213/2023), ove applicabile.
  • Niente più preventivi in domanda: beni, caratteristiche tecniche e costi vengono descritti nel piano d’investimento; la verifica delle spese avviene in fase di erogazione, sulla base delle fatture.
  • Nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce la precedente ATECO 2007 nell’individuazione delle attività economiche ammissibili.

TEMPISTICHE
Apertura compilazione della domanda dal 10 settembre 2026
Apertura invio della domanda dal 6 ottobre 2026

La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica, tramite la piattaforma informatica dedicata sul sito di Invitalia, nella sezione “Investimenti sostenibili 4.0 – PN RIC 2021-2027”.

Procedura a sportello con istruttoria cronologica, non comparativa a graduatoria.

Trattandosi di un bando a sportello con soglie di investimento significative (da 750 mila euro fino a 5 milioni), è opportuno che le cooperative interessate comincino fin da ora a:

  • verificare il possesso dei requisiti dimensionali ed economici richiesti;
  • individuare l’unità produttiva su cui realizzare l’investimento;
  • delineare un piano di investimento coerente con le tecnologie 4.0 e, se possibile, con gli obiettivi di sostenibilità premiati dal bando;
  • predisporre la documentazione economico-finanziaria necessaria (bilanci, dichiarazioni dei redditi).

 

FONTE:

Investimenti sostenibili 4.0 – Bando 2026 | Invitalia

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