La rete Confcooperative regionale è molto attenta alle criticità legate al rincaro dei prezzi energetici per i settori produttivi: gravissima la situazione del settore della pesca, discussa oggi in Consiglio Regionale.

Sassari, 28 settembre 2026 – Il rincaro del gasolio e dei costi energetici che pesa sulle imprese è stato oggi al centro del dibattito in Consiglio regionale. L’argomento era già stato affrontato nei giorni scorsi da Confcooperative Cagliari, guidata da Fabio Onnis, (notizia su Sardegna Gol) e in sede provinciale dal Consiglio di Confcooperative Nord Sardegna, guidato dal presidente Gavino Soggia.

Per le imprese il costo del carburante rappresenta infatti una voce determinante nei bilanci, e le sue forti oscillazioni incidono in maniera diretta sulla sostenibilità delle attività produttive. L’intera rete di Confcooperative Sardegna segue la vicenda con la massima attenzione e continuerà a farsi portavoce delle cooperative associate presso le sedi istituzionali.

“In Sardegna siamo ostaggio dei fornitori di gasolio – dichiara Renato Murgia, coordinatore del settore pesca di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Sardegna – e per consentire alle imprese della pesca di continuare a lavorare è necessario aprire alla concorrenza e permettere agli armatori di trattare direttamente con i fornitori, scegliendo liberamente dove e da chi acquistare il carburante. È questa la condizione fondamentale per non far crollare le nostre attività. Parliamo di oltre 600 imbarcazioni tra grandi e piccole che operano tra Città Metropolitana di Cagliari, Sulcis e Medio Campidano. Il prezzo del gasolio è raddoppiato in sette mesi, passando da circa 0,70 a 1,40 euro al litro, con un aggravio di circa 45mila euro per un peschereccio medio. Considerando che il carburante incide per il 65-70 per cento dei costi dell’attività di pesca, si comprende il rischio per l’intero comparto. Abbiamo già illustrato le nostre soluzioni ai tavoli nazionali e regionali. A livello nazionale è arrivata una prima risposta con lo sblocco del credito d’imposta sul carburante, mentre a livello regionale abbiamo chiesto interventi di sistema e ci siamo trovati di fronte a bandi per indennizzi fino a 80mila euro, con limiti strettissimi, che non coprono le emergenze e rischiano di escludere molti pescatori. Sarebbe bastata la sospensione della tassazione per un certo periodo per velocizzare il sistema. Il problema riguarda anche il calcolo delle giornate di pesca, effettuato non sulle uscite delle singole barche ma su quelle dell’intera flotta: chi esce meno rientra comunque nel conteggio generale, senza poter recuperare le giornate non utilizzate. Per fare un esempio, sulle quote gamberi, altra questione che va rivista, lo scorso anno ci siamo trovati in pieno periodo turistico con sole quattro giornate di uscite rimaste. Si capisce che è un sistema totalmente anacronistico”.

Nei giorni scorsi, sulla gravissima situazione è intervenuto con fermezza anche Antonello Pili, presidente di Federsolidarietà Sardegna, sottolineando come la crisi stia travolgendo il già fragile welfare regionale (maggiori dettagli nell’appello Aumento dei costi energetici: l’appello di Federsolidarietà Sardegna).

La crisi, ormai sistemica, coinvolge trasversalmente tutti i settori produttivi, dal primario ai servizi e al socio-sanitario, provocando un rischio concreto per l’intera economia isolana.

La preoccupazione è diffusa: se i costi energetici continueranno a gravare in questo modo su pesca, agricoltura e servizi, la conseguenza diretta sarà che il prossimo anno rischiamo di non avere più i prodotti sardi sulle nostre tavole e la garanzia dei servizi sanitari ed assistenziali che vengono erogati 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

L’obiettivo prioritario di Confcooperative e della rete isolana è far sì che dal confronto istituzionale scaturiscano risposte concrete, in grado di sostenere efficacemente le marinerie, i servizi e l’intera filiera agroalimentare dell’Isola.

Sebbene nella giornata odierna sia entrato in vigore il tetto ai prezzi di benzina e diesel stabilito da Eni e Ip, e nei giorni scorsi siano scattati gli indennizzi per il settore pesca previsti dai bandi FEAMPA, le misure vengono valutate come segnali positivi ma non sufficienti a risolvere in via definitiva la crisi del comparto.

A questo quadro si affiancano le dichiarazioni di Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana (consultabili su Corriere Toscano), che evidenzia come il rincaro energetico stia affliggendo l’intero settore primario su scala nazionale. Analoghe problematiche e forti preoccupazioni vengono affrontate e condivise anche dalle strutture regionali di Confcooperative in Sicilia e in Liguria.

 

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