L’attuale scenario geopolitico internazionale sta mettendo nuovamente a dura prova la stabilità dei mercati energetici. Grazie al costante monitoraggio del nostro partner di sistema, Power Energia, analizziamo l’impatto della nuova escalation bellica in Medio Oriente e cosa devono aspettarsi le imprese in termini di costi e strategie di approvvigionamento.

A partire dal 28 febbraio, l’inasprimento del conflitto ha coinvolto siti strategici per il trattamento del gas, tra cui l’impianto iraniano di South Pars e il polo produttivo di GNL in Qatar. Quest’ultimo è un fornitore cruciale per il nostro Paese, garantendo circa il 10% del consumo annuale di gas dell’Italia.

La situazione è ulteriormente aggravata dal quasi totale blocco dello Stretto di Hormuz, il principale “choke point” energetico globale attraverso cui transita il 20% del greggio e dei prodotti petroliferi mondiali. A questo si aggiunge un dato preoccupante per il sistema europeo: le scorte di gas sono attualmente a livelli critici (circa il 28%), rendendo difficile la ricostituzione delle riserve prima della prossima stagione invernale.

Questa fragilità ha innescato una fortissima volatilità, con oscillazioni giornaliere dei prezzi che hanno raggiunto il 30% e un’impennata complessiva del 73% dall’inizio di marzo. Si tratta del maggiore aumento mensile registrato dal settembre 2021, nonostante i valori medi restino per ora inferiori al primo trimestre del 2025.

È interessante notare come questo shock sia arrivato inaspettatamente dopo un mese di febbraio relativamente tranquillo, che aveva fatto segnare una flessione dei prezzi rispetto all’anno precedente (-13% per l’energia e -17% per il gas).

Sebbene entrambi i comparti siano in sofferenza, si registra una netta differenza nell’impatto finale sulle bollette di marzo:
– Bolletta Gas: si stima un aumento dell’imponibile di circa il 35%, trainato da un rincaro della materia prima pari al +55%
– Bolletta Elettrica: l’impatto è più contenuto, con un aumento dell’imponibile di circa il 12%

Questa differenza è dovuta alla maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili, che sta riducendo l’incidenza del gas come fonte marginale per la generazione di energia elettrica. Va inoltre considerato il possibile impatto del “Decreto Bollette”, che potrebbe incidere per circa il 3% sulla spesa totale per le imprese con potenza superiore a 16,5 kW.

In questo contesto, la componente speculativa dei grandi fondi internazionali sta giocando un ruolo rilevante, peggiorando un quadro già complesso. Power Energia invita alla massima prudenza. Attualmente, i livelli dei prezzi fissi (oltre 0,16 €/kWh per l’energia e 0,60 €/smc per il gas) risultano elevati e potrebbero essere penalizzanti nel lungo periodo.

La raccomandazione è di valutare attentamente ogni dinamica prima di sottoscrivere nuovi contratti a prezzo bloccato, affidandosi alla consulenza esperta per monitorare l’evoluzione della crisi. Il nostro ufficio consulenza, in collaborazione con Power Energia, resta a disposizione delle imprese associate per analizzare i singoli profili di consumo e individuare le migliori strategie di contenimento dei costi.

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