SASSARI – La sala Pissarello A, ampiamente partecipata dai protagonisti del sociale sul territorio, presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari, insieme a una numerosa partecipazione online, ha fatto da cornice alla riunione del Comitato di Indirizzo del Corso di Laurea in Servizio Sociale (L-39), presieduto dalla Prof.ssa Maria Lucia Piga.

Al centro del confronto annuale tra Università, enti locali e parti sociali, un tema fondamentale per il futuro del welfare: un legame strategico e stabile nel tempo con gli enti territoriali, sulle competenze acquisite dagli studenti/laureandi/laureati triennali in Servizio Sociale.

A portare l’esperienza e la visione della cooperazione sono stati il Presidente Gavino Soggia, da anni impegnato nel settore dell’inclusione sociale, e Lina Piga, Vicepresidente di Confcooperative Sardegna, attiva sul campo come guida della Cooperativa Sociale Serenissima e del Consorzio “La Sorgente” (che raggruppa 14 cooperative sociali) e della Federsolidarietà regionale.

Nel suo intervento, il Presidente Gavino Soggia ha sottolineato quanto sia importante integrare i percorsi universitari con una formazione concreta sulla gestione d’impresa, in particolare per l’impresa sociale.

Le cooperative sociali rappresentano da sempre il primo luogo in cui le studentesse e gli studenti mettono in pratica ciò che hanno studiato attraverso i tirocini. Tuttavia, l’aspetto assistenziale da solo non basta più: le persone formate dall’Università saranno i futuri dirigenti del mondo cooperativo e ricopriranno ruoli chiave nelle ASL e nei Comuni. Senza adeguate competenze gestionali e amministrative, i futuri professionisti rischiano di non avere gli strumenti necessari per guidare organizzazioni sempre più complesse.

Sulla stessa linea l’analisi di Lina Piga, che ha mostrato cosa significa lavorare ogni giorno sul campo. La Vicepresidente ha ricordato come, soprattutto nei piccoli Comuni, la gestione dei servizi sociali sia spesso affidata alle cooperative.

In questo contesto, agli operatori e alle operatrici non si chiede solo grande umanità e competenza professionale con le persone, ma anche un impegno costante sul fronte amministrativo: dai pagamenti alla lettura dei bandi di gara e la gestione della burocrazia, fino alla rendicontazione e alla progettazione dei servizi.

Senza una preparazione specifica, il rischio è che l’eccesso di burocrazia finisca per schiacciare la vera vocazione sociale del loro lavoro.

L’impegno portato da Confcooperative durante l’incontro rientra pienamente nella promozione di uno dei valori fondamentali della cooperazione, il 5°: la formazione e l’informazione continua. Considerare la formazione a partire da quella accademica come un percorso che dura tutta la vita è una scelta fondamentale.

Solo lavorando insieme, Università e cooperazione sociale possono sostenere l’evoluzione dei servizi territoriali, valorizzare il lavoro degli operatori nella realizzazione di un welfare sociale di qualità e garantire un supporto costante di vicinanza alle comunità locali.

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